Quorum deliberativi scelta avvocato del condominio

Scelta dell'avvocato, quali sono le maggioranze necessarie per deliberare l'affidamento dell'incarico professionale?

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Quando l'assemblea deve scegliere l'avvocato che andrà a difendere il condominio nell'ambito di un giudizio, quali sono le maggioranze necessarie?

Prima di entrare nel cuore del discorso è utile ricordare che per alcune controversie l'amministratore ha la possibilità di agire ovvero resistere in giudizio autonomamente, cioè senza autorizzazione dell'assemblea.

Tra queste, ad esempio:

  • ricorso per decreto ingiuntivo;
  • impugnazione delle delibere condominiali;
  • procedimenti cautelari per atti conservativi;
  • osservanza del regolamento condominiale;
  • esecuzione delle delibere.

Nelle controversie come quelle appena elencate, in assenza di precedente indicazione assembleare sul legale di fiducia del condominio, è l'amministratore a poter scegliere l'avvocato difensore della compagine, conferendogli la procura alla lite in nome e per conto del condominio, in ragione del fatto che quella controversia è da lui autonomamente gestibile.

Per completezza è utile specificare che la legittimazione attiva e passiva autonoma dell'amministratore condominiale coincide con le attribuzioni previste dall'art. 1130 c.c. (si veda art. 1131 c.c. e tra le altre Cass. SS.UU. n. 18331/2010).

Liti di competenza assembleare e scelta dell'avvocato

Al di fuori di questi casi è l'assemblea a dovere decidere se iniziare ovvero resistere in una lite. Si pensi alle azioni risarcitorie: che sia il condominio a richiedere il risarcimento di un danno, ovvero che il risarcimento sia stato domandato al condominio, è fondamentale che l'assemblea determini il da farsi.

In tal caso l'assise oltre a decidere come agire deve anche scegliere il procuratore che rappresenti in giudizio il condominio.

Siccome per deliberare in merito alla promozione ovvero alla resistenza in una lite è necessario il voto favorevole della maggioranza dei condòmini ed almeno la metà del valore dell'edificio, ne discende che con i medesimi quorum deliberativi si potrà scegliere l'avvocato difensore del condominio.

In mancanza di scelta del difensore (es. l'assemblea delibera di resistere in giudizio ma non sceglie l'avvocato che dovrà rappresentarla in giudizio) deve ritenersi che l'amministratore abbia facoltà autonoma di scelta.

Ciò in quanto ai sensi dell'art. 1708, primo comma, c.c. «il mandato comprende non solo gli atti per i quali stato conferito, ma anche quelli che sono necessari al loro compimento».

Come dire: se si dà ordine (delibera resistenza alla lite) all'amministratore di stare in causa, ma non gli si dice con quale avvocato, egli potrà per realizzare l'intendimento assembleare nominarne uno.

Scelta dell'avvocato per attività di consulenza

Se si ha necessità di un avvocato per un suo parere in merito ad una qualunque questione afferente alla gestione del condominio?

Quali sono le maggioranze necessarie per deliberare l'affidamento dell'incarico professionale?

Al riguardo, come sempre quando non c'è una precisa indicazione del codice civile, si sconta l'incertezza della catalogazione dell'attività deliberativa in uno specifico ambito.

Per chi scrive, le cose stanno così:

  • se si tratta di incarico connesso ad una possibile lite, gli stessi quorum dettati per la promozione/resistenza ad una lite;
  • se si tratta di consulenza sulla gestione del condominio, indipendentemente che riguardi gestione ordinaria o straordinaria, in seconda convocazione il voto favorevole della maggioranza dei presenti e almeno un terzo del valore dell'edificio;
  • se si tratta di assistenza nella redazione e/o sottoscrizione di contratti, ecc. il quorum deliberativo correlato alla stipula di quel contratto.




Fonte: www.condominioweb.com